9 MARZO : AGGIORNAMENTO CORONAVIRUS

Gentili Clienti

Non ci sono ancora novità rispetto a quanto emerso la scorsa settimana, se non che nel frattempo anche Venezia e la sua Provincia è diventata zona rossa.

Oggi quindi possiamo fare solo una ricognizione degli strumenti attualmente a disposizione.

La preoccupazione di tutti è per il futuro delle proprie attività e di come gestire il personale dipendente in forza.

Cercherò quindi di dare alcune indicazioni, facendo presente che la situazione è in divenire e che sicuramente nei prossimi giorni vi saranno delle novità. Darò inoltre conto di quello che il Governo aveva previsto per le “vecchie” zone rosse perché è probabile che le stesse indicazioni verranno applicate anche alle “nuove” zone rosse.

AZIENDE CHE VERSANO I CONTRIBUTI PER LA CIG (ad esempio aziende del settore industriale come le edili e metalmeccaniche): possono fare richiesta di Cassa Integrazione per mancanza di lavoro. E’ necessario stipulare un accordo sindacale.

Per le “vecchie” zone rosse il Governo ha previsto che non è necessaria la stipula dell’accordo sindacale. E’ quindi probabile che questa dispensa sarà estesa anche alle “nuove” zone rosse.

Per le “vecchie” zone rosse il Governo ha previsto che la domanda deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

AZIENDE CHE NON VERSANO I CONTRIBUTI PER LA CIG:

AZIENDE ARTIGIANE (che non rientrano nella cig)

E’ attivo il FONDO DI SOLIDARIETA’ BILATERALE PER L’ARTIGIANATO (FSBA) che eroga un assegno di integrazione del reddito pari all’80% della retribuzione ai dipendenti delle aziende artigiane in regola con il pagamento dei contributi previdenziali e all’EBAV, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati e prescindere dalla loro anzianità di servizio (i lavoratori devono però essere stati assunti prima del 26.2.2020).

L’ammortizzatore sociale FSBA con causale Coronavirus è utilizzabile in tutta la Regione, per il periodo che va dal 26 febbraio al 31 marzo 2020 e consente di recuperare retroattivamente anche le assenze dei lavoratori dal 26 febbraio scorso.

AZIENDE COMMERCIO E TURISMO

AZIENDE CON PIU’ DI 15 DIPENDENTI

Possono presentare domanda di intervento al FIS (Fondo di integrazione salariale) chiedendo le seguenti prestazioni:

ASSEGNO ORDINARIO

A chi è rivolto?

Ai lavoratori subordinati di aziende con più di 15 dipendenti che abbiano un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni di lavoro effettivo.

Quando e a chi è garantito

E’ garantito ai lavoratori delle aziende interessate alla riduzione di orario di lavoro o alla sospensione dell’attività per le cause previste in materia di integrazione salariale.

Come fare domanda

La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro on line attraverso il servizio dedicato. E’ necessario effettuare accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione/sospensione di orario di lavoro con le organizzazioni sindacali più rappresentative. Per le “vecchie” zone rosse il Governo ha previsto che non è necessaria la stipula dell’accordo sindacale. E’ quindi probabile che questa dispensa sarà estesa anche alle “nuove” zone rosse.

Quanto dura

Deve essere concessa per il tempo necessario alla ripresa dell’attività produttiva. Può essere concessa fino ad un periodo massimo di 26 settimane in un biennio mobile.

Quando fare la domanda

Per l’ammissione all’assegno ordinario i datori di lavoro devono presentare domanda non prima di 30 giorni e non oltre i 15 giorni dalla data di inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Per le “vecchie” zone rosse il Governo ha previsto che la domanda deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

ASSEGNO DI SOLIDARIETA’

A chi è rivolto?

Ai lavoratori subordinati che abbiano un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni di lavoro effettivo.

Quando e a chi è garantito

L’assegno di solidarietà viene dato ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro che, per evitare di licenziare, stipulino accordi collettivi aziendali che stabiliscano una riduzione di orario.

Come fare domanda

La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro on line attraverso il servizio dedicato. E’ necessario effettuare accordi collettivi aziendali che stabiliscono una riduzione di orario di lavoro con le organizzazioni sindacali più rappresentative.

Quanto dura

Più essere concessa per un periodo massimo di 12 mesi in un biennio mobile.

Quando fare la domanda

Per l’ammissione all’assegno di solidarietà i datori di lavoro devono presentare domanda entro 7 giorni dalla data successiva all’accordo sindacale.

AZIENDE CHE HANNO PIU’ DI 5 DIPENDENTI, MA MENO DI 15

Per il momento hanno diritto solo all’assegno di solidarietà.

Nelle “vecchie” zone rosse è stata prevista però l’estensione dell’Assegno ordinario anche alle aziende che occupano mediamente più di 5 dipendenti.

AZIENDE CHE HANNO MENO DI 5 DIPENDENTI

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

IL Decreto Legge del 2 marzo 2020 ha già previsto la Cassa Integrazione in Deroga per la Regione Veneto a favore di quei datori di lavoro per i quali non trovino applicazione le tutele della CIG e dei Fondi di Integrazione salariale o dei Fondi di Solidarietà.

Quindi, la CIG in deroga è sicuramente prevista per quei datori che hanno meno di 5 dipendenti e che non possono accedere ad altri ammortizzatori sociali.

Le domande sono presentate alla regione Veneto che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse. La CIG in deroga, almeno così come prevista dal DL del 2 marzo 2020, verrà infatti erogata entro i limiti delle risorse stanziate (40 milioni per il Veneto).

La Cig in deroga verrà riconosciuta per un mese.

La Regione Veneto deve però ancora emanare il provvedimento di concessione della CIG In DEROGA.

Abbiamo letto che dovrebbe essere emanato domani.

Al momento la Regione è autorizzata a spendere 40 milioni di euro. L’assessore Donazzan ha dichiarato che “andrà sicuramente ricompreso il turismo, oggi escluso dalla cassa, ma dovremo trovare il modo di intervenire su bar e ristoranti, che più di altre attività commerciali stanno patendo le restrizioni imposte dal governo, oppure le discoteche e le agenzie di vigilanza, individuando magari delle priorità territoriali, penso ad esempio a Venezia che più di altre città sta subendo il danno”.

Segnalo inoltre che:

L’Ente Bilaterale Veneto, a cui versano i contributi molte aziende del Turismo e del Commercio, ci ha chiesto di comunicare i dati delle aziende che chiederanno la CIG in deroga (ripeto le aziende che hanno meno di 5 dipendenti e che non pagano la CIG) per comunicare le informazioni alla Regione.

L’Ente Bilaterale per il turismo di Venezia invece sta attivando uno Sportello Anticrisi predisponendo la modulistica per le richieste di CIG in deroga.

Al momento però nessuno sa ancora cosa verrà approvato.

Non appena avremo notizie più precise, emaneremo un’altra circolare.

 

 

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